Tra realtà e fantasia: quando l’eccitazione ha bisogno di una “stampella” mentale

Nel corso dell’ultima puntata della stagione di Fizz in Love, Alessandro Fizzotti ha ospitato il dottor Antonio Casarico, androsessuologo di riferimento del programma, per rispondere a una toccante e complessa lettera firmata da Daniele.
Il tema al centro del dibattito tocca una corda molto sensibile e diffusa, ma spesso vissuta nel silenzio e nella vergogna: l’uso esclusivo di fantasie feticistiche per raggiungere l’orgasmo all’interno della coppia. Daniele ha infatti confessato di sentirsi un “truffatore relazionale”: nonostante l’amore profondo per la compagna, riesce a mantenere l’erezione e a raggiungere il piacere solo isolandosi mentalmente in una specifica fantasia erotica, che la partner ignora. Se prova a rimanere nel “qui e ora”, l’erezione crolla.
Il dottor Casarico ha fatto chiarezza, spiegando che non si tratta di una semplice fantasia innocente. Quando un pensiero specifico diventa l’unico modo per eccitarsi, si trasforma in una vera e propria “stampella” mentale di cui non si può fare a meno. Le cause? Spesso un automatismo derivato dal condizionamento masturbatorio, unito all’uso della fantasia come regolatore dell’ansia per proteggersi da un’intimità reale avvertita come troppo intensa o destabilizzante.
Questo sdoppiamento tra corpo e mente genera però un circolo vizioso alimentato da sensi di colpa, vergogna e ansia da prestazione, che finisce per allontanare dal contatto reale con il partner. La soluzione, spiega l’esperto, passa prima da una corretta diagnosi andrologica per escludere cause organiche, e poi da una terapia psicosessuologica. La buona notizia è che, così come la mente ha appreso questo automatismo nel tempo, è perfettamente in grado di “disimpararlo” per riaprirsi a una sessualità più flessibile, condivisa e soddisfacente.






